Dieta Blackburn

dieta blackburn iperproteica

Tra le miriadi di diete iperproteiche nate nei decenni scorsi vi è anche la dieta Blackburn.

Si tratta di un regime alimentare nato nel corso degli anni '70 e tuttora in voga grazie ai risultati che permette di raggiungere, motivo per cui viene largamente utilizzata per permettere un dimagrimento effettivo anche a persone in condizione di netta obesità.

Il principio su cui si basa il processo di dimagrimento è piuttosto lineare.

Conducendo un tipo di alimentazione altamente proteica si forza il proprio organismo a consumare le scorte di glicoceno accumulate in precedenza, riducendo la quota di grasso corporeo e permettendo di indurre uno spontaneo senso di sazietà grazie alla reazione chimica definita neoglucogenesi epatica.

Il punto forte di questo passaggio è proprio la rapidità con la quale viene innescato, permettendo di sentirsi appagati a pochi giorni dall'inizio della dieta ed anche con un apporto calorico notevolmente ridotto rispetto alle precedenti abitudini.

La formula da seguire è la seguente: 1.2-1.5g di proteine per ogni chilo di peso, introdotti giornalmente.

La neoglucogenesi riduce le proteine a livello epatico in modo da poter comunicare direttamente con i centri ipotalamici: in questo modo il fabbisogno energetico di cui l'individuo necessita viene enormemente enfatizzato (quasi il 25% in più del valore standard) ed ha il privilegio di non intaccare la massa magra, assicurando quindi una perdita di peso congrua ai propri interessi.

Spinaci, insalata, broccoli, porri ed alimenti simili garantiscono l'apporto glucidico minimo mentre viene vietato il consumo di elementi quali carboidrati e grassi non necessari.

Non viene consigliato un quadro alimentare specifico che sia inerente alla dieta Blackburn, introducendo una porzione di libero arbitrio per quel che riguarda i prodotti concessi: i gusti e le combinazioni possibili sono molti ed adattabili alle esigenze di chiunque, rendendo la Blackburn una dieta leggermente più flessibile.