China Study: approfondimento

China Study.Il lavoro di nutrizionista tende ad indurre le persone coinvolte in uno stato maggiormente riflessivo quando si tratta di analizzare la abitudini alimentari, motivo per cui a volte vengono stravolti pensieri e luoghi comuni su cui la gente comune fa affidamento da decenni.

Il cosiddetto China Study è uno di quei classici esempi: T. Colin Campbell raccoglie in esso il frutto di anni di sperimentazioni.

Cresciuto come semplice ragazzo di fattoria, i principi su cui si basava il suo quadro alimentare infantile sono piuttosto prevedibili: prodotti derivati direttamente dalla natura ed un vasto utilizzo di latte e derivati.

Che il latte sia l'alimento principe e completo per antonomasia è un dato di fatto: tuttavia l'alimentazione condotta dalla famiglia di Campbell non ha salvato il proprio padre dalla morte e per quanto essa fosse ritenuta genuina, nei suoi anni di studi l'autore ha cercato in tutti i modi di porre rimedio a tali scompensi ideando uno stile di vita che molto trae dagli elementi della dieta vegetariana.

Il China Study si concentra su due fenomeni portanti dell'era moderna: il fattore obesità (una delle piaghe più devastanti all'interno della società americana e rapidamente in espansione a livello globale) e la prevenzione di malattie che spaziano da varie complicazioni di carattere cardiovascolare a veri e propri attacchi di cuore, fino ad arrivare a forme tumorali.

La prevenzione è possibile e l'alimentazione costituisce un enorme aiuto: evitare alcuni nutrienti in favore di altri può salvare vite.

In particolare, il China Study concentra la propria attenzione su alcune proteine di origine animale e su come l'abuso di esse sia in grado di determinare nel lungo periodo un deterioramento delle condizioni di un paziente affetto da una specifica patologia.

Si è così incoraggiati ad inseguire abitudini più sane e rivolte a preservare l'equilibrio naturale del proprio organismo.