Le carni bianche

Carni bianche.Dopo aver inizialmente trattato le maggiori differenze tra carne e pesce, viene il momento di effettuare una ulteriore distinzione in merito al primo macro-gruppo: qui troviamo infatti una moltitudine di varietà rintracciabili, e quella che analizzeremo in questo approfondimento è proprio la sezione riguardante le carni bianche.

Con il termine carne bianca non si intende il solo pollame.

La definizione deriva infatti dalla concentrazione di mioglobina nel sangue dell'animale ed indica nello specifico tutta la selvaggina di giovane età, raggruppando in questa cerchia anche prodotti derivati da vitello, agnello, capretto, coniglio ed alcune varietà di pesce.

Fatta questa premessa, c'è da considerare che il pollo resta comunque la forma di carne bianca maggiormente povera di grassi ed indicato quindi in un regime alimentare di carattere dietetico.

Prodotti come il cappone possono alla lunga essere controproducenti: il suo consumo è infatti da ridurre a pasti saltuari in quanto (nonostante sia classificato a tutti gli effetti come carne bianca) possiede un quantitativo di grasso superiore alla media e di cui è molto difficile sbarazzarsi, in quanto esso finisce per agglomerarsi con la massa muscolare dell'animale stesso.

Per chi soffre di problemi legati ad un processo digestivo complicato ma non vuole comunque rinunciare ad includere la carne nella propria alimentazione, la varietà bianca è probabilmente la più indicata: povera di lipide, è invece ricca di aminoacidi grassi essenziali.

Non solo: tali componenti risultano essere un toccasana per la digestione e non richiedono ingenti sforzi.

Uno dei pregi più recogniti e sconosciuti delle carni bianche è la capacità di rinnovare i tessuti muscolari: essa contribuisce infatti alla nascita di anticorpi ed enzimi favorendo di conseguenza anche il processo di dimagrimento, oltre che il lavoro svolto dai succhi gastrici.